venerdì 1 febbraio 2008

Un Assessore alla Cultura per tirarla fuori dal Limbo


In tutti i blog di Marineo si è scatenata la discussione relativa alla necessità di realizzare un centro aggregativo culturale giovanile in paese. Ma un centro polivalente non è fatto solo di locali ed attrezzature all’avanguardia: il contenitore deve essere, infatti, riempito di contenuti e proposte, che devono necessariamente provenire anche dal mondo politico. Quali sono le proposte dei giovani? Quali quelle dei politici? Su quali gambe cammineranno le idee dell’Assessorato alla Cultura? Fuori i nomi e i curricula dei possibili candidati.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono indeciso:
da un lato, l'unico esponente dell'attuale amministrazione comunale che è in grado a suo modo di cimentarsi con questioni culturali, Ciro Spataro.
Dall'altro, una serie seria di nomi: Nino Di Sclafani, Franco Virga, Daniele Costantino, Cirus Rinaldi, Nuccio Benanti, Salvino Sclafani.

Scelgo però una proposta provocatoria: Elio Arnone, principale animatore della novità culturale più interessante degli ultimi anni, Provocopuscolo.it.

Anonimo ha detto...

un fattore di notevole rilevanza da non sottovalutare nella gestione e attuazione delle politiche culturali giovanili è la predisposizione di un "PIANO STRATEGICO CONDIVISO DELLA CULTURA" (a medio-lungo termine).
Va bene un assessore sensibile alle nuove forme di comunicazione interattive e vicino ai giovani, va bene la scelta "condivisa" di un luogo ideale dove potere attuare le politiche culturali giovanili per il futuro a Marineo. Una volta soddisfatti questi requisiti, senza un PIANO preciso ed una chiara STRATEGIA non si va da nessuna parte rimanendo assolutamente fermi nel tempo.
Per avviare realmente un processo culturale dinamico è necessario dotarsi di "MISSION" culturali nel medio-lungo termine.
Cioè cosa vorremmo che Marineo rappresentasse nella cultura fra 5-10 anni ? Dobbiamo - quindi - fissarci degli obbiettivi chiari e lavorare ad individuare mezzi, risorse umane/strumentali, luoghi, e pacchetti di lavoro intermedi (progetti da ralizzare negli anni) che ci permettano di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati con un Piano costruito su una strategia efficace.
Creare una "mission" è indispensabile se si vuole avere chiara una meta da raggiungere nel tempo. Bisogna creare progetti culturali che creino a sua volta altri progetti e così via, altrimenti finita una stagione di eventi si è punto e a capo e non si è creato nulla per il futuro, ma tutto solo per un breve presente. In questo caso finite le risorse economiche si entra nella crisi culturale. Se invece si attua un PIANO STRATEGICO DELLA CULTURA: con quello che si fa nei primi anni è possibile finanziare quello da fare nei successivi anni, generando quella che si chiama autonomia della cultura, ed attuando quella che l'U.E. chiama ECONOMIA DELLA CULTURA E DELLA CONOSCENZA nel Trattato di Lisbona (con la cultura generi mercati ed economie di mercato a scala europea).
Quindi credo che prioritariamente all'individuazione di un valido e sensibile assessore alla cultura, c'è da lavorare all'individuazione della "mission", della "vocazione" culturale che i marinesi - con una larga condivisione - vorrano creare per una Marineo dei prossimi 5-10 anni.
Esempio:
vogliamo far diventare Marineo la meta di un evento culturale annuale di 10 giorni nei quali i giovani artisti trasformano le vie e le piazze del paese in un laboratorio artistico e culturale a cielo aperto (fotografia, liuteria, pittura, scultura, artigianato, letteratura, poesia, teatro, fumetto,...) attirando così numerosi turisti "della cultura e dell'arte" attraverso un efficace piano di comunicazione. (si va ad AREZZO perchè c'è la manifestazione culturale AREZZOWAVE! - si va a PISTOIA perchè cè il PISTOIA BLUES FESTIVAL - si va a MARINEO perchè c'è ......).
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Altro esempio:
vogliamo far diventare Marineo un HUB (luogo di smistamento) culturale ed artistico della Sicilia a servizio del mercato, con investimenti nel campo delle tecnologie della comunicazione, dell'informazione e dell'innovazione, con giovani formati ed impegnati in queste tecnologie per creare occupazione nuova. Si tratta di una vocazione che diversi luoghi del centro nord (piccoli e grandi) stanno creando per dare vita ad un nuovo tipo di occupazione artistico-culturale a servizio del marketing aziendale e dei prodotti di consumo. Per questa vocazione esistono consistenti programmi di finanziamento dell'UE (POR, 7° Programma Quadro Ricerca e Sviluppo Tecnlogico).
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Altro esempio:
vogliamo far diventare Marineo un area famosa per l'agricoltura biologica nella Sicilia e in Italia. A qusto punto oltre agli investimenti nei campi per produrre prodotti biologici, giovani artisti possono animare una struttura (con programmi di formazione ad hoc) nella quale creare brand - cioè marchi - e piani di comunicazione efficaci per far conoscere, attraverso l'arte, i prodotti biologici nel mondo. Arte e cultura a servizio della buona qualità dei prodotti alimentari da esportare: un connubio tra arte ed economia. E' quello che succede in alcune agenzie artistiche specializzate che si occupano di creare l'immagine, il brand, ad un prodotto per renderlo appetibile, consumabile e ricercato da un vasto pubblico. Se si vede cosa è diventata Erice oggi si capisce bene che molti anni fà fu pianificata nei dettagli la vocazione che si voleva dare a questa città che oggi ospita i piu' importanti convegni scientifici del mondo (con tutto l'indotto economico per la popolazione di Erice!!!).
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Di esempi c'è ne sono a decine e sicurmante aiutano a comprendere l'importanza di darsi una VOCAZIONE culturale prima di mettersi al lavoro. Senza una VOCAZIONE, senza una MISSION ben chiara, condivisa e precisa per il futuro culturale di Marineo si rischia di individuare un assessore alla cultura, di individuare un luogo, ma di non avviare concreti ed efficaci processi culturali per la valorizzazione del territorio marinese, rischiando così di continuare a brancolare in una nebbia senza uscita.
Probabilmente creare nei blog un sondaggio nel quale si chieda che MISSION, che VOCAZIONE culturale i marinesi chiedono per il loro territorio puo'aiutare sia i potenziali assessori alla cultura/politiche sociali, che i giovani stessi a iniziare insieme un percorso progettuale con idee chiare.

Anonimo ha detto...

Quale mission culturale per Marineo? Non è così semplice individuarla. Marineo oggi si contraddistingue per la precarietà delle manifestazioni culturali, episodiche e disarticolate. Riflesso di una decisa involuzione culturale complessiva. Per carità, un analisi seria necessiterebbe di argomentazioni più strutturate, e non è possibile procedere in quella direzione nello spazio di un commento.

Io credo sia cmq straordinario che ci siano così tanti giovani interessati a fare qualcosa nel loro piccolo comune. Che vogliano provare a costruire qui, in un territorio tanto povero quanto irrinunciabile. Mi sorprende ogni volta. Sarebbe utile, oltreché estremamente stimolante, discutere sul perché di questo legame; sulle ragioni che spingono un ventenne ad immaginare il proprio futuro tra una rocca che incombe ed un castello che solo ogni tanto schiude le sue porte verdi.

Sarà pure un'idea stramba: ma se immaginassimo di fissare quale leit motive, o meglio quale ragione profonda, di qualunque mission riusciremo ad individuare, proprio questa ricerca di senso? Se ai giovani chiedessimo di muovere le acque in ogni direzione affidando loro il compito di interrogare i luoghi, con spirito dialettico ancorché visionario o inquieto o stavagante. Se insomma l'assunto strategico fosse proprio un pruriginoso "che ci faccio qui?".

Il processo potrebbe essere interessante. I luoghi ancorano a se altri luoghi, scavarvi dentro significa partire per un viaggio che può portare ovunque. Pensate un attimo quale forza della natura, cento ragazzi disposti ad intraprendere insieme un percorso di ricerca che metta in discussione il territorio.. con tutta la forza creativa che una tale congrega può mettere in campo.

Da bambino mi raccontarono una storia.
Mi dissero di un posto tra i cespugli della montagnola, dove era nascosto un antico vaso pieno di mercurio. Un giorno un contadino lo rinvenne e senza pensarci su due volte, lo ruppe scagliandovi contro un masso. Il vaso andò in frantumi e il mercurio si disperse..

Continuo a chiedermi cos'è di questa storia, che condanna la mia mente alla meraviglia. Che incatena gli occhi, ancora adesso, a quei cespugli..

Anonimo ha detto...

caro Giuseppe,
non posso tacere che le tue parole confortano uno spirito inquieto che godrebbe al massimo nel sapere che nel nostro paese si possa aprire una stagione nuova per la cultura.
Ritengo infatti che preventivamente ad ogni progettazione politica si debba seriamente meditare lo stato culturale dell'ambito sociale a cui ci si rivolge. A scorrere, nell'ultimo mese, i testi raccolti nei vari blogs mi rendo conto che di energie positive in giro ce ne sono molte ma, nella stragrande maggioranza, rimangono anonime. E come un incanto: liberi, schietti, propositivi sui blogs, assolutamente latitanti nella vita reale.
Sono oramai dieci anni che sono rientrato a Marineo e mi sono sforzato con tenacia di organizzare e promuovere qualunque manifestazione, convegno dibattito, presentazione che stimolasse vitalità, maturazione, confronto, anche acceso, ma pur sempre vivo e fecondo. Il solo spazio che mi è stato concesso l'ha offerto l'unica persona che in questi anni si è fatto promotore di una qualche attività culturale: Padre La Sala. Certo si è trattato di temi orientati, di contenuti prevalentemente religiosi, ma di fatto nell'ambito di questi incontri ognuno ha avuto spazio di dissentire ed alla fine nuove idee ed interpretazioni sono state diffuse. In questo panorama a latitare sono state le istituzioni. Attività discontinue e disorientatate, come dici tu, mortificate principalmente dalla totale mancanza di un LUOGO deputato. Come si può ancora oggi se si vuole svolgere una qualunque attività culturale dovere elemosinare alla Suore Collegine o alla Soprintendenza la concessione di uno spazio?
Certo, più volte la Parrocchia si è aperta alle nostre richieste, ma l'ambito culturale deve prescindere dalle tematiche solo sociali o religiose. C'è la letteratura, la poesia, il teatro, la musica, la filosofia.
Ecco perchè nell'agenda di qualunque gruppo che si avvia a scalare la conquista di consensi deve necessariamente essere annotata l'individuazione di un luogo, dentro il paese, di dominio comunale, da mettere a disposizione di chiunque ne faccia richiesta per la realizzazione di momenti culturali.
Un'altra idea potrebbe essere quella di conferire centralità nella vita culturale del paese alla Biblioteca Comunale, oggi relegato in locali inadeguati al Cozzo. Essa dovrebbe essere il cuore pulsante della promozione culturale. Invece sono anni che non si compra un libro.
E' inamissibile che quei pochi ragazzi che ancora sentono lo stimolo di leggere debbano arrampicarsi fin sotto la Rocca per prendere un libro in prestito.
Ma torniamo al problema di prima manca il luogo.........

Chiudo dando una interpretazione alla Tua favola. Essendo il mercurio una sostanza altamente velenosa, temo che il vaso di cui parli assomigliasse parecchio a quello di Pandora, per cui la sua rottura, in una giornata di maestrale, ha liberato miasmi venefici che si sono abbattuti sul paese. Quel giorno tanti marinesi hanno inspirato a pieni polmoni e si dice che ancor'oggi nelle vene di tanti nostri compaesani il mercurio circoli mischiato al sangue.

Mito o realtà????

Anonimo ha detto...

Non volevo essere catastrofista, affatto, anche se la tua interpretazione ha un sapore dark che aggiunge fascino alla meravigia. Volevo solo metaforizzare quell'ineludibile attaccamento ai nostri luoghi di cui parlavo. Anche se paradossalmente la favola è una storia autentica..

Hai ragione, piaccia o no, tra i pochissimi promotori di attività culturali degli ultimi anni, occorre senz'altro menzionare Padre La Sala. Anche il Battello Ebbro, nell'assoluta mancanza di locali comunali, ha svolto i primi mesi della sua attività in un locale concesso generosamente dalla parrocchia. Il comune ha avuto cmq l'innegabile merito di promuovere e finanziare l'iniziativa, che adesso viene riproposta dopo un anno di inattività.

Insisto sul vizio principale delle manifestazioni culturali marinesi: l'episodicità. Anche il premio di poesia, che pur si ripete oramai da qualche decennio esaurisce tutta la sua propulsione culturale nell'arco di un pomeriggio per anno.

Ma il nodo è un altro e conforta me constatare il fatto che tu scelga di intervenire sui blog marinesi proprio in questa sede e a questo punto. Mi conforta perché dimostri di avere a cuore innanzitutto la "condizione" culturale del nostro comune, ritenendola il punto di partenza di ogni altra riflessione strategica e progettuale; mi conforta altresì perché ritengo tu sia la persona adatta per avviare quel processo di messa in discussione di se e del territorio di cui parlavo riferendomi alla congrega dei cento. Stramba idea, lo so, ma so anche che il tuo "spirito inquieto" avrebbe voglia eccome di animare un processo simile.

Dunque, bando agli scoramenti: gli anonimi presto o tardi si paleseranno - è già un miracolo che levino la voce - e i veleni, se ignorati, faranno insipidire il sangue che li nutre..

Anonimo ha detto...

A proposito di vaso rotto. E’ stato ampiamente dimostrato da V. Ja. Propp, nella sua opera "Morfologia della fiaba", come in tutte le storie agisca uno schema invariante, riconducibile a funzioni narrative disposte sempre nello stesso ordine. Qualsiasi racconto ha veramente inizio quando c’è un danneggiamento. Pensa alla storia fantastica dell’umanità, che nelle due versioni più accreditate (Darwin e Adamo ed Eva) ha avuto origine proprio da un danneggiamento (un errore genetico nel primo caso, un peccato di Eva nel secondo). La rottura del vaso, quindi, non è un finale catastrofico, ma l’inizio di una fiaba che aleggia nell’aria e nella mente dei marinesi, e che aspetta solo qualcuno che la scriva...

Anonimo ha detto...

E speriamo finalmente di scriverla questa storia.. per il verso giusto! Già vedo stagliarsi all'orizzonte orde di Demoni della Mediocrità e viscidi Serpenti Sputa-Veleno pronti a darci battaglia .. ma si sa, non possiamo che averne ragione presto o tardi.. anche perchè amo le storie a lieto fine e mi rifiuto di vedere un altro finale che non sia vittorioso per noi!

...
Le idee non mancano nè tanto meno la volontà e la capacità di metterle in atto, ma è pur vero che non si può prescindere dal supporto economico (per il quale CiroSpat ha proposto qualche soluzione).. e ancor più vero non si deve prescindere, a mio avviso, dal sostegno (anche solo morale ) dell'Amministrazione Comunale (dal Sindaco all'ultimo dipendente comunale).

La collaborazione fra i diversi attori (sindaco, assessori, consiglieri, funzionari, impiegati, cittadinanza, comitati, associazioni, ...) deve essere lo zoccolo duro su cui deve saldamente poggiare il rilancio di Marineo.

Perchè Marineo deve riemergere dal limbo in cui da anni versa.

L'appiattimento delle coscienze deve essere una spina nel fianco di tutti.

E tutti dobbiamo farci/sentirci parte attiva del processo di rivitalizzazione del nostro Comune.

...
E quindi chi potrebbe essere per me il prode cavaliere che guidi la congrega in questa impresa? Mi sento fortunata perchè ho una rosa di possibilità tutte valide da indicare:
- Nino Di Sclafani
- Nuccio Benanti
- Salvino Sclafani (è già stato assessore se non ricordo male alle Attività Giovanili o proprio alla Cultura, e a mio avviso ha svolto tale compito egregiamente)
- Cirus Rinaldi
- Giuseppe Pernice (e non lo dico perchè sono di parte!)

Penso siate tutte persone validissime, con curricula appropriati e ancor più appropriato spirito e capacità.

...
In bocca al lupo allora e .. buona scrittura !

Nuccio Benanti ha detto...

Grazie per la fiducia, ma l'arbitro non può giocare. Certo, con un Rolex d’oro potrei essere più puntuale nel dare le notizie, ma la deontologia professionale non mi permette di ricevere altri regali.
Credo che Giuseppe Pernice sia una persona in gamba: ho avuto modo di conoscerlo e frequentarlo quando abbiamo collaborato nella realizzazione della “Dimostranza del 2000” e ne ho apprezzato le doti artistiche e umane. La storia del vaso dimostra che lui è una persona capace di meravigliarsi e di meravigliare...

Nuccio Benanti ha detto...

p.s.
Non era 2000... che anno era?

Anonimo ha detto...

Era il 1997, io compivo vent'anni e avevo un altro futuro da inseguire. Tu eri, se non ricordo male anch'io, il superiore della congregazione di San Ciro, cmq la persona che io e Marisa ci ritrovavamo accanto e che insieme al sign. Rigoglioso più ci ha aiutato.
Oih oih, undici anni undici! E ne ho ancora un ricordo vivissimo..

Ah, dimenticavo: per il rolex si può pur sempre provvedere, a meno che tu non decida di scendere in campo e di cedere questa tua creatura a qualcun altro.. Se la affidi a me, potrai essere certo del mio voto..
Mi pare ragionevole, no?

Anonimo ha detto...

A proposito di cultura e in attesa del Rolex…
Secondo me un bravo Assessore alla Cultura, prima di iniziare la “ricerca della vocazione culturale di Marineo”, dovrebbe essere in grado di rispondere almeno a questa domanda: "cosa è la cultura a Marineo?".
In attesa della risposta da parte dei candidati, vi dico la mia idea e i miei dubbi.
Vi risparmio la lunga premessa e dico subito che per me è cultura l’insieme dei modelli condivisi di:
1.cognizione
2.valutazione
3.comportamento
In tal senso, in paese un "piatto di pasta con le sarde" è da considerare cultura!
Ma poi mi chiedo: un "blog" fa parte di questi modelli condivisi dai marinesi? E’ da considerare cultura? E se non è cultura (escludendo la natura, che si presterebbe molto di più con le sarde) cosa sarebbe: non cultura?

Anonimo ha detto...

"In sintesi, la cultura può essere vista come l'identità di un popolo (comprendendo la lingua, i costumi, la religione, la moneta ecc.), tuttavia si possono anche distinguere due concezioni fondamentalmente diverse:

Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la formazione individuale, un’attività che consente di “coltivare” l’animo umano (deriva infatti dal verbo latino colere).
Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. Concerne sia l’individuo sia le collettività di cui egli fa parte."

Se non scegliessero una persona valida gli si potrebbe recapitare tramite lettera anonima quanto scritto sopra.

Anonimo ha detto...

Anch'io mi unisco al coro che sponsorizza Giuseppe PERNICE.
Ora che ho capito chi è.